Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Tuesday, September 30, 2008

Divisione

Una domanda: ma se uno fa un piano per 700 miliardi di dollari per salvare l'economia dalle consequenze di mutui erogati a persone che hanno difficoltà a ripagarli e se si assume che le case in questione non siano villoni a Palm Beach (diciamo dei mutui da 150mila $ a famiglia), di quanti mutui stiamo parlando?
A me la divisione da 4,6 Milioni di mutui. Considerando una composizione media di una famiglia di 4 persone, vorrebbe dire che un americano su 10 è insolvente.
Mah.
PS: se poi i 700 miliardi sono una stima al ribasso, allora anche il risultato della divisione lo è.

Logaritmi

Per chi si fa impressionare dai numeri, la perdita più alta della storia in effetti lo è solo in punti. Il 19 Ottobre del 1987 il Dow Jones perse il 22.6%. A fare il pignolo, Wall Street ha guadagnato tra quel 19 Ottobre e ieri 8748 punti in 21 anni; ovvero il 600%, ovvero il 9% l'anno.
Come disse un tipo tutto sudaticcio il giorno di quel botto, era il momento di comprare.

Sunday, September 28, 2008

In europa c’è ancora una sacca di totalitarismo / revolutions

Più di un anno fa ci fu una diatriba interna all'intellighenzia italiota in Germania, tra Delio che affermava esserci una specie di totalitarismo in Baviera e il sottoscritto che non era per niente d'accordo, visto che in Baviera si vota su base democratica.
A più di un anno di distanza, la DC locale ha fatto il suo congresso e ha provato a piazzare il suo leader maximo, Günther Beckstein; ma ha preso una batosta di quelle che non si dimenticano, perdendo 17 punti percentuali e 36 seggi.
Chiamasi democrazia.

Pilota e, a tempo perso, attore

Quello che nessuno dirà in questi giorni è che il Paul Newman che se ne è andato è stato in realtà un grandissimo appassionato di corse, che per tanti anni non ha avuto la possibilità di correre e che poi, sui 40, ha trovato tempo e soldi per cominciare l'avventura. Per scoprirsi non così talentato come pilota, ma enormemente bravo come co-team manager insieme ad Haas.
Quel team, il Newman-Haas (oggi diventato Newman-Haas-Lanigan) è la storia delle corse su monoposto americane e ha dato una casa a piloti di grande forza come gli Andretti, Mansueto Mansell fino a oggi con Rahal Jr.
È un po' il segreto delle persone di successo: fare un lavoro che interessi solo parzialmente e nel quale avere il giusto distacco; magari mettere da parte qualche soldo. E coltivare una passione immensa per qualcos'altro. Un qualcos'altro che ti tolga il fiato.

Saturday, September 27, 2008

Dibattito TV

Il dibattito tra Obama e McCain è appena finito. Decisamente interessante, come sempre, è la piattaforma di valori condivisi; e il fatto che alla fine le differenze si vedono nell'economia e nella politica estera. Differenze che escono fuori molto bene.
Io direi un pareggio, con McCain decisamente meglio sulla politica estera, e Obama molto ben piazzato sui temi economici e dell'energia. Conoscendo l'attitudine statunitense a votare col portafoglio, qui si spera.

Friday, September 26, 2008

Destra italiana, A.D. 2008

Da un articolo del Foglio:
L’accordo sottoscritto anche dalla Cgil è esattamente lo stesso della settimana scorsa, con una precisazione sull’impegno a riassumere per primi, quando ce ne saranno le condizioni, gli “esuberi” di oggi, che in realtà non cambia di una virgola il piano industriale. Guglielmo Epifani però ha potuto sostenere con una certa impudenza che “senza la Cgil non si fa nulla”. Insomma si è perso un po’ di tempo per cercare di mettere un pennacchio propagandistico palesemente posticcio, ma contenti loro, contenti tutti.
La prossima volta che qualcuno vi chiede la differenza tra destra e sinistra, rispondetegli così: ricordarsi che gli essere umani non sono pedine.

Kimi ama / ha sete

Domenica si gioca una delle nuove gare della stagione, con in più la variante della gara notturna e del caldo umido equatoriale. In una stagione strana, dominata da gare strane, pioggie che vanno e vengono, trenini di macchine, scelte di gomme che penalizzano l'entrata in curva diretta, io continuo a pensare che Räikkönen è stato il pilota decisamente più veloce, fatto dimostrato dalla sequenza purtroppo inutile di giri più veloci.
C'è poco da fare, ma stavolta serve un risultato pesante, tipo un 10-0-0, per rimettere la partita in discussione. E rimane difficile sperare sulle sfighe altrui per vincere, visto che la schadenfreude non ci appartiene.
Stiamo a guardare.

Wednesday, September 24, 2008

SUV per tutti

Si cominciano ad accumulare dati "strani" sulle performance del Sole negli ultimi mesi. Dopo il mancato start del ciclo delle macchie solari, arrivano le ultime misure di Ulysses, la sonda che si muove in orbita polare nel sistema solare, che parlano di un minimo del plasma solare mai misurato finora.
Insomma, il Sole come un diesel pare perdere colpi nel ripartire nel suo ciclo undicennale che lo accompagna da secoli, con l'eccezione del "Minimo di Maunder" quando non ci furono macchie solari dal 1645 al 1715. Periodo che fu caratterizzato da un generale raffreddamento del clima terrestra.
Insomma, va a finire che ci toccherà pompare CO2 per riscaldarci un po.

Tuesday, September 23, 2008

La terra dei crauti - 6 / Capire la destra

La fortuna di questi anni qui è stata quella di trovarsi in un sistema paese di tipo completamente diverso da quello conosciuto in Italia, sia per l'aspetto sociale che per quello politico.
Per dirla in due parole, in Germania la destra fa la destra e la sinistra fa la sinistra. Da una parte i democristiani e i liberali, dall'altra i socialdemocratici e i verdi. In più da qualche anno la sinistra ex-DDR si è aggiunta alla partita. I ruoli sono ben definiti, le politiche sono abbastanza chiare e comprensibili, i valori dello stato sociale sono condivisi. Si discute del come raggiungere gli obiettivi.
E per me è stato una specie di lavaggio del cervello, abituato in Italia ad avere una destra peronista e una sinistra che, a parte le ultime elezioni, abbracciava l'intero arco costituzionale di un paese normale, da Dini a Bertinotti.
Quello che personalmente ne è risultato è che mi sono scoperto a non aver "paura della destra", perchè qui la stessa non fa proclami peronist-fascistoidi, ma propone delle alternative al modo di raggiungere degli obiettivi sociali condivisi da tutti: meno disoccupazione, assistenza a chi ne ha bisogno, servizi pubblici di livello alto, economia che tira.
La regione dove abito io poi è amministrata da una giunta democristiana e sinceramente, vedendo i risultati in termini di livello sociale, mi sono trovato più di una volta a dover tirare giù il cappello. Lo stesso dicasi per il governo centrale della Merkel. Dove aver ovviamente apprezzato per anni quell'animale politico di Schröder, ad averne in Italia.
Questo stato delle cose permette anche di avere più fluttuazione di voti tra uno schieramento e l'altro e meno zoccoli duri, caratteristica sempiterna della politica italiana; che sono poi comportamenti consequenti della minore ideologizzazione della politica stessa.
Finiamo poi con il modo di trattare con le ali estreme: sia la sinistra ex-DDR che la destra neo-nazi qui non sono considerate e Schröder dopo le elezioni del 2005 preferì far partire un'alleanza con i democristiani piuttosto che allearsi con la sua ala sinistra; in un caso locale, la possibilità di allearsi con la sinistra ex-DDr ha scatenato un putiferio. Per i neo-nazi poi, porte chiuse dappertutto e nessun tragettatore à là Berlusconi del '94.
Che è un po' la base di tutto: si discute del come, ma non del perchè siamo qui. Siamo qui in un sistema democratico e gestiamo un economia sociale di mercato perchè condividiamo dei valori di libertà e di uguaglianza. Chi non l'ha capito resta fuori.

Monday, September 22, 2008

E di colpo venne il mese di Febbraio

Lo scorso fine settimana sono riuscito a fare una puntata e via a Berlino, con annessi 600Km ad andare e altrettanti a ritornare. C'è rimasto poco tempo, che poi se ne è andato in una serata-nottata bellissima a girarsi un po' di localini.
Poi la mattina ho bigellonato un po' per la città e mi sono rivisto la piazza di Alessandro in un clima lunatico, visto che la domenica presto a Berlino dormono proprio tutti.
È difficile dire il perchè Berlino è una citta bellissima. In realtà sarebbe una cittè quasi mostruosa, con dei palazzi tutti uguali, la parte dell'Est artitettonicamente allucinante, dei vialoni enormi, l'antennone con la croce che non ti molla mai, e la Sprea che taglia 'sto scenario da guerra fredda.
In realtà non è Berlino che è bellissima, è che i berlinesi la trasformano con il loro modo di vivere essere e pensare in un'entità unica: godereccia come Trastevere, bella come Nadja Auermann, viva 24 ore al giorno come Tokyo e pure calda con quella sequenza interminabile di locali/bar/ristorantini/buchi.
Difficile da spiegarsi a chi non ci è stato o a chi l'ha vista solo da turista. Magari, se avete l'occasione, passateci qualche settimana agganciandovi a qualche gruppo che vive là. Ma state attenti: rischiate di non tornare più.

Saturday, September 20, 2008

Due Shuttle

Come detto tempo fa, la NASA sta finendo di preparare la missione dello Shuttle per l'Hubble. E, visto che non c'è possibilità di attraccare alla ISS in caso di danneggiamenti allo scudo protettivo, è pronta sulle rampe di Cape Kennedy una seconda navetta per una, speriamo non necessaria, missione di salvataggio.

Thursday, September 18, 2008

Unfit to lead

Hai un problema complesso, che puoi affrontare solo in modo complesso. Fai una proposta e ne parli con tutti in precedenza, facendo tutta una serie di colloqui con le parti coinvolte fino a trovare una soluzione, che è sempre un compromesso. Però alla fine sono tutti d'accordo.
Oppure, come il tipo che tiene in ostaggio l'Italia da quasi vent'anni: spari boiate durante la campagna elettorale, poi ti inventi una soluzione a metà e la sbatti in faccia a tutte le parti coinvolte come l'unica soluzione possibile. Quelli non l'accettano e tu la butti sulla confrontazione: è colpa loro è colpa loro.
C'è una famosa frase nel project management che dice che anche il progetto più complesso si deve gestire senza frizioni e senza confrontazioni. E che chi si riduce sempre alla confrontazione in realtà non sa gestire i progetti.
Unfit to lead, come disse l'Economist. Questo è l'attuale premier italiano.

Wednesday, September 17, 2008

La terra dei crauti - 5 / Nato il 4 di Luglio

Durante i bellissimi anni passati qui c'è stata una giornata che da sola è valsa tante sconfitte dei luoghi comuni; quella della semifinale dei mondiali, il 4 Luglio di due anni fa.
Il clima era fantastico: mondiale organizzato come solo i tedeschi sanno fare, clima fantastico, malgrado fino ad un baio di giorni prima dell'inizio facesse un freddo boia. Poi le partite e il crescendo rossiniano fino a quella semifinale. Anzi fino a quei tempi supplementari. Anzi, fino a quegli ultimi 2 minuti, riproposti nel video di youtube su una trasmissione live tedesca con il commento di Caressa (la parte seria comincia a 1:40).
In quei due minuti ci sono tutti i lati positivi e negativi di italiani e tedeschi. Crederci fino alla fine e non mollare, essere scaramantici, tirare fuori la soluzione trasversale e vincere malgrado tutto da una parte. Essere sicuri di vincere, sbracarsi a un millimetro dall'obiettivo, andare sempre dritti e perdere sempre dall'altra. A me e alla platea mista che stava a casa mia, quei due minuti sono costati un paio di valvole mitraniche. Ma sono stati belli, ma così belli.
Un grazie agli 11 in campo e alla persona con gli occhiali in panchina; sappiate che dopo quella sera, se qualcuno ci prova con le solite battutine, la risposta pronta ce l'abbiamo sempre, sempre e ovviamente col sorriso in bocca, : "Non vi sono bastati quei due minuti ai mondiali?".

Tuesday, September 16, 2008

Alla centesima crisi magari uno impara?

Oggi ci sono in giro un sacco di titoli sulla crisi delle banche dei giorni scorsi, tra cui spicca un mitico "Vacilla il regno del capitalismo" su Repubblica. Che la crisi ci sia, non ci sono dubbi; così come non ci sono dubbi che negli ultimi anni si siano dati un sacco di prestiti con coperture scarse per via di un'eveoluzione tecnologica niente male per quanto riguarda la verifica delle precondizioni per un credito, non ci sono dubbi.
Quello che mi stupisce è che ad ogni crisi si sta lì ad aspettare il "crollo" del sistema. Io ci sono nato e cresciuto con questo Waiting for Godot del grande botto. E mi sono visto una sequenza di crisi senza fine: quella del petrolio degli anni '70, la botta di inflazione a cavallo tra '70 e '80, il tracollo dell'86, il quasi-default di Lira e Sterlina nel '92, le crisi di Messico e Russia, il boom (nel senso del botto) dei titoli internet, fino a questa delle banche. Prima degli anni '70 ce ne sono state altrettante, almeno due grosse per decennio. E tutte dovevano significare una fine del sistema.
Ed è sempre un guardare il sistema come se fosse un sistema omogeneo regolato dall'alto, mentre il capitalismo è un sistema disomogeneo regolato dal basso. E se domani portassero i libri in tribunale 10 banche US, saremmo sempre lì: vanno in amministrazione controllata e arriva qualcuno che se le compra. Sono cicli dovuti agli squilibri di domanda e offerta, che non si assestano lentamente, ma sempre col botto.
E questo assestamento subitaneo non è un problema del "sistema"; è semplicemente e logicamente così. Quando una certa direzione finanziaria si gonfia, perchè c'è più domanda che offerta, i prezzi salgono salgono salgono, l'offerta cerca di aumentare. Per raggiungere un livello che non può essere retto, semplicemente perchè le merci costano tanto e gli investimenti per aumentare l'offerta non sono senza fine. E giù di colpo.
Vale per i prezzi dei terreni, per quelli del petrolio (a proposito, il brent a 200$ per barile?), per quelli delle aziende, per i soldi stessi e per gli interessi sui debiti.
Mah.

La nebbia che si posa la mattina

Fare jogging alle 6 di mattina, con la nebbia, il pallore della Luna e i primi chiarori dell'alba e un freddo che si mozzica le gambe, è bellissimo.

Monday, September 15, 2008

La terra dei crauti - 4 / Che freddo che fa

Ora, trasferirsi da una città solare come Roma alla fine di un'estate passata a girare per i posti più caldi d'Italia in una città col clima decisamente continentale e questo per lo più all'inizio di uno degli inverni più freddi della storia tedesca, quello 1998-99, è stato un bel colpo.
Pioggerelline i primi giorni che si trasformarono in neve a Novembre; per me una bellissima sorpresa. Che continuò con nevicate continue durante i mesi invernali, coi laghetti che si ghiacciarono per la felicità dei bambini e con dei paesaggi fatti di foreste imbiancate.
Per capire che qui ci possono essere dai 10 ai 20 gradi in meno che a Roma mi ci è voluto un po'. Ancora di più mi ci è voluto per abituarmi ai cambiamenti continui; ai giorni estivi con 35 gradi seguiti, a poche ore di distanza, da pioggia, freddo e 15 gradi.
Sinceramente io non sono nè metereopatico nè freddoloso. Vado in giro in inverno col maglioncino, anche sotto zero. Però sotto-zero è una cosa. 10 gradi sottozero è un'altra. 20 poi è un punto dove, andando in giro a piedi, mi è accaduto di sentire le giunzioni delle mie ginocchia indurirsi. Il vantaggio enorme sono le estati in cui non si boccheggia e che sono una specie di Aprile-Maggio prolungati fino a Settembre, per cui si può lavorare o andare in metro senza emanare o sentire le peggio ascelle.

Sunday, September 14, 2008

L'inno tedesco seguito da quello italiano

Come ai tempi di Schumi. Giù il cappello.

Per riscrivere la storia almeno aspettiamo un po'

Così tutti si dimenticano un po' di fatti.
Oggi sul Foglio, ma la stupidaggine sta facendo il giro già da un po', il motivo del fallimento della trattativa con AirFrance nella scorsa primavera:
Sul fatto che la soluzione “italiana” sia migliore di quella francese è del tutto lecito dubitare. Non si può però dimenticare che quella fu fatta fallire da un veto sindacale, come ebbe a dire lo stesso Romano Prodi.
Cavolo, e io che mi ricordavo male; mi sembrava che, dopo un primo giro negativo Spinetta-sindacati e durante gli ultimi giorni della campagna elettorale scorsa, uno degli schieramenti fece fuoco e fiamme per far rimanere l'Alitalia "italiana", che disse esserci una fila di investitori, eventualmente anche i figli. Fino a far cadere la proposta in discussione.
Mannaggia.

Saturday, September 13, 2008

Programmazione sintetica

Per l'iPhone e l'iPod Touch è stato pubblicato il simulatore dell'HP41, la gloriosa calcolatrice programmabile dell'HP che ha segnato gli anni '80. Il simulatore è così ben basato su una ROM, che funziona anche la programmazione sintentica, tutta una serie di istruzioni non documentate che uscirono fuori alcuni mesi dopo che la calcolatrice arrivò sul mercato.
Furono anni persi a smanettare con bytes e bits, tutto senza il supporto della casa madre. E che fecero avere un posto da ingegnere nella stessa HP a William C. Wickes, uno degli smanettoni; che finì a progettare la generazione successiva di calcolatori, l'HP-28 che aveva (nel 1987) un motore per l'algebra simbolica.

Friday, September 12, 2008

Kimi ama, firma il contratto

E poi vinciamo il mondiale.

La terra dei crauti - 3 / Il passato

È sempre curioso vedere il modo diametralmente opposto con cui Italiani e Tedeschi maneggiano la parte buia del loro passato, quello che ha portato alla Seconda Guerra Mondiale: storicamente parlando, il Fascismo è un fenomeno tutto italiano sia nei metodi che nelle accezioni culturali: dal me ne frego, all'intellettuale che si affianca al potere, al giustificare tutto di una parte politica, alle aggressioni verso gli altri.
In Italia questo moodo di essere è stato, e è ancora, una deviazione da una base culturale profondamente radicata, l'individualismo. Valori che però nell'esportazione avvenuta negli anni '20 del secolo scorso, hanno incontrato una cultura più determinata e coi paraocchi. Producendo lo scempio della guerra e della Shoa, un male assoluto per dirla con le parole di Papa Woytila.
Però anche nell'uscirne e nel metabolizzare il dramma esce fuori tutto il carattere e l'attitudine delle due culture, così diverse e complementari: per l'Italia scaricare il puzzone dopo vent'anni è stata storia di un'oretta; poi via, tutti al mare, con la speranza che la guerra fosse finita; per la Germania è stato un processo infinito, passato per l'attentato del '44, per la capitolazione del '45 e per un fenomeno, detto denazificazione, che ha coinvolto un intero paese e almeno tre generazioni e che continua ancora oggi.
Il risultato è che in Italia sul lungomare di Viareggio è pieno di bancarelle col l'immagine del puzzone, perchè tanto è un personaggio storico e ha fatto tante cose giuste e i treni arrivavano in orario; una tipica visione da "la bottiglia è mezza piena" che tocca tutti i punti della cultura italiana. Mentre in Germania il fenomeno nazi-fascista è visto come un corpo esterno alla storia e alla cultura; in tutti i discorsi, con tutte le persone che ho incontrato, in tutti i libri che ho letto, nelle migliaia di trasmissioni che mi sono capitate sotto occhio,i nazisti sono sempre staccati dai tedeschi. A cominciare dalle parole, mai confuse e che è moralmente vietato affiancare.
Come se ci fosse stata un'elite che avesse dominato milioni di tedeschi e li avesse portati alla rovina, mentre parlare dei plebisciti e dei "volontari carnefici" qui crea dei silenzi imbarazzanti.
Tra i due approcci, il menefreghista italiano e il distonico tedesco, sinceramente non mi trovo a preferirne nessuno dei due e con entrambi ho dei grossi problemi. Quello italiano sinceramente mi fa un po' schifo, come se tutto quello causato dal
fascismo nel mondo possa essere dimenticato così, con un discorsetto di Fini in Israele. Quella cultura semplicemente non appartiene all'umanità e alla sua storia e come tale va trattata.
Ma scordarci che eravamo "noi", noi italiani o noi tedeschi, ad applaudire il puzzone o baffetto, a Roma come a Norimberga, e parlare di nazi invece che dei milioni di persone, mi sembra un po' un trucchetto da psicologo di provincia.
C'erano i vostri nonni (i vostri, perchè i miei stavano dalla parte giusta)? Ok, è stato così. Prendiamone atto. E parliamo di un futuro democratico e in cui certe cosè non debbano più accadere.

Thursday, September 11, 2008

Giornatacce

La vittoria di John McCain

Un anno intero a scannarsi con la più tosta politica statunitense, la Clinton. La sicurezza di vincere confortata da tanti sondaggi e la mancanza di visione di quello che è un'elezione giocata su un tempo lunghissimo, ma che si vince sempre negli ultimi due mesi. La scelta di un vice presidente tranquillo.
Per trovarsi ad inseguire un avversario troppo furbo e spararle sempre più grosse. Che Obama abbia tutte le carte per vincere le elezioni non ci sono dubbi. Che stia cominciando a sbagliarle tutte in una sequenza pericolosa, fa un po' impressione.
Insomma, ci toccherà aspettare il 2012 con la sfida tra Hillary e la Palin.

Wednesday, September 10, 2008

Le cose loro

Più che le proposte per il nuovo contratto di lavoro, le notizie sull'Alitalia sono sconvolgenti riguardo alle attuali condizioni lavorative dei dipendenti, dai piloti al personale di terra. Faccio un elenco ben elencato delle più eclatanti:
1. Adesso i piloti hanno in media 42 giorni di ferie, che in molti casi salgono a 45 e fino a 49 per gli assistenti di volo ”anziani“. Più 11 riposi al mese.
2. Il personale di terra lavora 37,5 ore a settimana e ha una maggiorazione per lavoro straordinario del 35%, per lavoro festivo del 60%, per lavoro notturno del 55% e per straordinario notturno e il notturno festivo del 55%.
3. Le assistenti di volo, caso unico nel panorama lavorativo, usufruiscono del riposo aggiuntivo una volta al mese per ”indisposizione“.
4. Piloti e assistenti hanno una navetta per arrivare al posto di lavoro.
Non ho citato i dati sugli stipendi, visto che si parla solo dello stipendio base e in Italia c'è questa malattia della contrattazione dello stipendio sulla base delle integrazioni (base, più indennità a, più indennità b, più contributo c) che rendono l'equazione incontrollabile. Però devo notare il fatto che le percentuali di assenteismo fra i piloti sono al 6% nel 2007 per Alitalia, contro l'1,5-3% nel resto d'Europa.
Quello che mi fa un po' cosa è il ruolo del sindacato, che per anni ha contrattato e difeso condizioni di questo genere, senza mai pensare che in fondo poi un'azienda i conti li deve far quadrare. Invece di partecipare alla cogestione dell'azienda in modo professionale e rispettoso delle regole dell'aritmetica (non dell'economia, ma dell'aritmetica) si sono persi in un mare di agevolazioni senza senso; perchè poi alla fine questi costi da qualche parte vanno scaricati, e nell'Alitalia per lo più erano i contribuenti.
Insime con la dirigenza hanno perso un'occasione unica in un periodo nel quale, malgrado le ricadute dell'11 settembre, tutte le compagnie di bandiera dei grossi paesi europei, Air France, Lufthansa e British, hanno creato ricchezza e posti di lavoro a non finire.

Tuesday, September 09, 2008

La terra dei crauti / 2 - Il cuore verde dell'Europa

A me tocca in eredità una parte di geni di un Urbinate famoso, e con questo anche l'amore per l'Umbria; quei chilometri infiniti di vallate tagliate dal Nera che ho tanto amato guardare con la mia bici quando studiavo mi hanno lasciato una nostalgia profonda per quella vegetazione fitta e vincente su tutto.
Ecco, se c'è un modo per descrivere la Germania agli occhi di un italiano, questo è sicuramente il cuore verde, come l'Umbria in Italia.
Io ho dovuto ricredermi dei luoghi comuni sulla Germania in modo stucchevole: io mi aspettavo un posto fatto di industrie, autostrade, fumi e grigiori. Invece il colore predominante dei tanti viaggi fatti in lungo e in largo, in auto, bici, in treno e in aereo, è il verde. Che cede il passo al bianco della neve negli inverni freddi.
Ma un verde infinito. Chilometri e Chilometri di foreste, che si alternano con pianure sempre verdi. La stessa sensazione che racconta Hermann Hess nel suo "la natura ci ama" quando, alle prese con il suo primo volo in aereo sopra la Germania degli anni pre-guerra, si accorse che in realtà la prospettiva restituiva alla Germania un colore verde interminabile.
Insieme con la quantità spettacolare di foreste e parchi quello che mi ha affascinato è la "cultura per la natura" delle persone. Attente e rispettose a non sporcare neanche un angoletto, a conservare quella natura portatrice di vita e incapace neppure di pensare a scempi come quelli fatti nella pineta di Castel Fusano.
Quello che manca, per la timidezza post-guerra dei tedeschi, è un'aggressiva politica di promozione in tutt'Europa di un'immagine simile a quella che l'Umbria ha per l'Italia: un cuore verde che si estende senza fine e che mi ha affascinato sin dai primi mesi, passati a guardare dai finestrini del treno che conduce da Stoccarda a Monaco quegli alberi col fusto così alto e così vogliosi di trovare il Sole.

Monday, September 08, 2008

Destra italiana, A.D. 2008

Il fascismo non fu male assoluto, anzi fu una cosa così, fatta da persone in buona fede (e dei treni che arrivavano in orario, non ne parliamo?). Tutte categorie di pensiero che si possono applicare al nazismo, se è per questo.
E quel tipo sarebbe sindaco di Roma. Mah.

Sunday, September 07, 2008

Lo sport più bello del mondo

Che giornata!
Siamo partiti di prima mattina e, dopo 400Km praticamente senza traffico, siamo arrivati a Spa, che poi è un posto di campagna trasformato in un pantano dalla pioggia; la pioggia ci ha accompagnato per tutto il giorno, alternandosi a mezzorette più tranquille e addirittura col Sole.
Che dire della corsa? Kimi l'ha dominata dall'inizio alla fine e quegli ultimi due giri sono robba da commissari. Prima la chicane, che io visto sul maxischermo, poi il sorpasso alla Source, che ha portato alla penalizzazione di Hamilton. Poi, anche se non ne parla nessuno in giro, la manovra a zig-zag dell'inglese al Raidillion. Per finire con la traiettoria larga di Kimi alla Double Gouge, la curva dove stavamo noi. Traiettoria su cui Kimi è stato spinto da un'altra zig-zagata di Hamilton.
La penalizzazione ci sta tutta, anche se è sempre difficile darla ad un risultato già ottenuto in pista; sarebbe stato più elegante una da scontare a Monza, ma tant'è.
Comunque sono stati 44 giri da blocco sistolico, tutti d'un fiato, con la Ferrari velocissima e Räikkönen che guidava come lui sa fare. E poi, diciamolo, 19 punti con 5 gare sono una cosa fattibile.

Saturday, September 06, 2008

Auguri

Kimi ama, prepara tende e panini per Spa

Purtroppo i biglietti per l'Eau Rouge non ci sono. Ci accomoderemo da qualche altra parte.

Friday, September 05, 2008

Commander in Chief

Tre anni fa la ABC ha prodotto e realizzato una serie, Commender in Chief, interpretata da Geena Davis nel ruolo di una vice-presidentessa degli Stati Uniti. Dopo la morte per motivi medici del presidente, la Davis diventa presidente e si scontra con tutta una serie di casini interni e internazionali.
La serie ai più, e anche al sottoscritto, è parsa in realtà un trampolino per la candidatura della Clinton. In realtà si sta rivelando il trampolino della Palin, perfetta nel ruolo del presidente in tailleur e con mascellone volitivo che neanche Ridge. E poi con quella figlia piccola che sembra uscita dall'Esorcista.

Thursday, September 04, 2008

Artimetica: per strada più di mille persone

Marzo 2008, articolo preso dal Giornale:
Air France-Klm ha inviato questa notte l'ultima proposta di accordo quadro ai sindacati. La bozza, di di 9 pagine, conferma il numero di 2.100 esuberi... il Berlusca: "Io lo dico chiaramente agli amici francesi: quando questo governo non riuscirà a chiudere l’accordo noi lanceremo un appello agli imprenditori italiani e voglio vedere quanti di questi negheranno il loro apporto".
Passa qualche mese col prestito ponte (a fondo perduto)
Settembre 2008, articolo preso dal Giornale:
Esuberi inferfiori al previsto: 3.250, ha detto il ministro del Lavoro Sacconi, il delinearsi del piano Fenice che prevede una compagnia a tutto campo e non un low cost, il pareggio operativo in due anni...Il numero di esuberi indicato da Sacconi potrebbero salire da 3.250 a 3.950 perché i 700 dipendenti fra amministrazione, information technology e call center potrebbero rientrare nella Nuova Alitalia oppure restarne fuori.
Cerco disperatamente il titolo ad effetto da qualche parte, qualcosa del tipo "6 mesi di governo: più di mille persone per strada". Ma niente, nessuno lo scrive.

Sporchi negri

Negli USA Barak Obama si candida alla presidenza; in Italia gli immigrati non potranno votare.

Quell'America / 2

Sentendo il discorso di stanotte fatto dalla candidata alla vicepresidenza dei repubblicani, mi sono sempre di più convinto che il Maverick ha beccato una candidata perfetta. Giovane, simpatica, tosta e determinata.
Sarà difficile batterli.

Wednesday, September 03, 2008

Google Chrome

Mi sono installato Google Chrome e sono rimasto subito particolarmente soddisfatto. L'applicativo è decisamente molto più veloce di explorer e di firefox, per tutto quello che riguarda i siti web classici, youtube, google vari, facebook, repubblica.
Per il resto ci sono dentro le classiche funzioni di un browser moderno, la toolbar è ben fatta, l'utilizzo della cronologia come home page è una cosa smart e la barra degli indirizzi è ben integrata con google.
Quello che mi ha interessato molto è che, finalmente, la CPU sta sotto stress. Niente di eccezionale, ma il mio Centrino Pro dual processor se ne sta sempre lì moggio moggio aspettando una qualche applicazione che lo metta alla frusta. E il Chrome lo fa, senza esagerare.
Insomma, l'idea è carina e il risultato veramente ottimo.
PS: il fatto che sia una specie di full screen, con la status-bar a scomparsa e la mancanza dei menù, ne fa un bel candidato per il browsing sui mini laptop di ultima generazione, che sono 1024x600.

Tuesday, September 02, 2008

La terra dei crauti / 1 - La lingua teteska

Per raccontare la storia un po' strana di questi dieci anni qui, niente di più ovvio e scontato che cominciare con le traversie che si incontrano con la lingua: io mi trasferii, o trasferetti visto che si parla di lingua, senza parlare nè capire una parola. Un po' una scommessa, permessami dall'ambiente US dell'azienda in cui andavo a lavorare.
Mi ero dato un limite di tempo per cominciare a parlare e capire la lingua, il Natale del '98. Limite che ovviamente non raggiunsi ma neanche lontanamente. Considerando che dovevo lavorare, per poter addentrarmi nella lingua mi ci sono voluti degli anni. Uno per capirla, sui due per parlarla e dai tre in sù per scriverla, arte nella quale dopo tanto tempo ho ancora i miei dubbi. Che spesso risolvo solo coi vari correttori elettronici.
Ovviamente il mio di percorso non è generalizzabile. Il tedesco si impara anche in meno tempo se uno ha la fortuna di avere dei corsi intensivi ovvero se se è costretti a usarlo, cosa che io non ho avuto all'inizio. Volendo però, e la generazione di stranieri trasferitisi qui negli anni '50 e '60 sta lì a dimostrarlo, può succedere di impararlo molto male anche dopo 40 anni in loco.
La parte umana dell'impararsi la lingua gioca un fattore decisivo. Immergersi in ambienti indigeni aiuta e usarlo a lavoro e/o all'univ. è il fattore più importante, senza il quale, volenti o nolenti, la lingua non si impara. Perchè, e qui è meglio mettere le mani avanti, il tedesco è per noi ostico e anche agnostico. E la difficoltà ha due dimensioni: una è la struttura della frase, che in tedesco è un qualcosa di simile al latino o all'italiano prosaico; l'altra è che il vocabolario è talmente distante dal ceppo latino da far venire il panico a guardarlo (e io lo guardai fisso il vocabolario, molto ma molto fisso i primi mesi). Paradossalmente poi per moltissime parole esistono due accezioni, quella tedesca normale e quella tedesca sofisticata. Con la seconda molto più facile della prima (per esempio discutere si dice besprechen in tedesco normale e diskutieren in tedesco sofisticato).
Insomma, lagrime e sangue per un periodo lunghissimo. Soprattutto per chi, come il sottoscritto, si è sentito attratto dalla cultura e dal modo di vivere locale da subito, e ha percepito la lingua come una barriera; almeno all'inizio. Poi però, piano piano, gatton gattoni, le difficoltà scompaiono, il cervello fatica sempre meno a capire le frasi, le parole escono dalla bocca sempre più prolifiche. Per finire che poi la paura se ne va. E uno comincia a parlare la lingua.
Solo che, nel caso mio, insieme alla comprensione della stessa, si è presentata la strana situazione: con la lingua ho cominciato pure a parlare e a ragionare in modo diverso. In particolare la struttura della frase, con il verbo messo alla fine e con i modali dopo il verbo, mi ha modificato la mia parlantina cosicchè, alla mitraglia in romano si affianca un cadenzato andante in tedesco.
Un altro side effect della storia è che, dopo la botta di impararsi il tedesco a 30 anni, tutte le altre lingua mi sono apparse enormemente facili. E mi sono trovato a capire discussioni in francese e spagnolo, senza averli studiati. Ma soprattutto a svangare un po' di giapponese, nel mio periodo tokyiese.
Finisco con un appunto un po' romantico: per chi non ci crede, una volta capita, la lingua tedesca non è quel battere il martello che sembra a chi non la conosce, anzi è una lingua incredibilmente melodiosa e cadenzata. Tantopiù che ci si possono fare delle canzoni bellissime, come quella del video attaccato, Das Hat Die Welt Noch Nicht Gesehen dei Söhne Mannheims.