La discussione nata intorno al "che stavi facendo l'undici settembre", costellata di ricordi simili sull'uccisione di Kennedy o sul rapimento di Moro, in realtà sarebbe dovuta vertere su un'altra questione: perchè in realtà non riusciamo a sincronizzare la maggior parte degli eventi?
Se io prendo degli eventi notevoli nessuno di voi mi sa dire non solo dove si trovava, ma neanche in che periodo della sua vita era (e.g. stavi ancora all'università, al liceo, che lavoro facevi, con quale ragazza/o stavi, etc). Tipo la scomparsa di Giovanni Paolo I, l'elezione di Pertini, le dimissioni di Cossiga da Presidente della Repubblica, le dimissioni del primo governo nanoico, la vittoria del 4rto mondiale di Schumi, ...
In fondo la memoria si comporta in modo seriale, salvando le informazioni in modo scorrelato; e le scariche ormonali seguite agli eventi e alla sensazione che provocano, aiutano a fare corto circuito tra i diversi canali della memoria. Per cui insomma tutta quella discussione sul ricordarsi dove eravamo durante l'attacco alle torri gemelle nient'altro è che un dire: c'è stato un momento di eccitazione collettiva.
1 comment:
Ma lo sai che 'sto giochino sarebbe davvero ganzo? L'11 settembre e i mondiali di Spagna hanno rotto le palle, quelli di Germania ancora son troppo freschi, l'omicidio di JFK ho incontrato venti-trentenni che asserivano di non ricordare molto bene dov'erano, in quel momento (eppure la mente di Dio dovrebbe dare una bella scarica ormonale...).
Insomma, perché non lanci sul Macchia un giochino con qualche evento, nostrano o internazionale, un po' meno abusato? Anche solo per far dire a qualcuno (o magari ai più): cazzo non me lo ricordo, eppure riconosco che era un eventone, e collettivo, me lo dovrei ricordare. Perché va bene 'sta storia del corto circuito mnemonico eccetera, ma se la tv non avesse continuato, negli anni, a riproporci il coltello nel burro delle Twuin Towers, chi lo sa se qualcuno, a domanda, non avrebbe risposto: Ma ero nato a quel tempo?
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