Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Sunday, November 26, 2006

Trasloco

Just for the records: oggi ho cominciato a portare un po' di robba.

Saturday, November 25, 2006

Cronache da Tokyo / Epilogo

Come al solito, assorbire il jet-lag al ritorno è molto più facile. In volo, a parte un po' di riconoglionimento da turbina e la mancanza del Connexion, è andato tutto ok. Settimana prossima passo il testimone.

Thursday, November 23, 2006

Cronache da Tokyo / 5

Non mi era mai capitato. Oggi è festa qui e di colpo mi sono trovato una città deserta e non più formichiere. Si sentivano i rumori e gli odori. Anche se poi alla fine, sempre le stesse sensazioni propone: grande e schiacciante.
Domani si torna.

Wednesday, November 22, 2006

Cronache da Tokyo / 4

Che dire? Sto uscendo dall'incubo jet-lag e comincio ad apprezzare. Mi mantengo però il mio vezzo di rispondere alle parole di cortesia e agli inchini dei giapponesi con frasi mie invece che in giapponese. L'anno scorso facevo l'inchino e dicevo sempre "blindo", in onore a Tognazzi. Quest'anno dico sempre "bruschetta".
È fantastico!

Tuesday, November 21, 2006

Cronache da Tokyo / 3

È successo, lo devo ammettere. Nella notte di Tokyo, dopo una cena fantastica a base di assaggi di tutto il commestibile, abbiamo girovagato e siamo entrati. Siamo andati sù, alcuni hanno indossato la parrucca. Poi siamo entrati in una stanza e, quatti quatti, trafelati come gatti, abbiamo preso il telecomando e abbiamo cantato a squarciagola in Karaoke.
Successo personale con una rivisitazione di 'Nel Blu dipinto di blu' con spiccato accento romano. Applausi a scena aperta.

Monday, November 20, 2006

Cronache da Tokyo / 2

Come racchiudere Tokyo in un'immagine, soprattutto se la si visita per una sola settimana? Semplicemente prendere Bill Murray, fatelo rigirare nel letto e ricordatevi del suo sguardo diretto alla sveglia, che immancabilmente segnava ore notturne.

Sunday, November 19, 2006

Cronache da Tokyo / 1

1. Prendere articolo di Sofri Jr. sui lavori "più piccoli e trascurabili"
2. Sostituire Stati Uniti -> Giappone e New York -> Tokyo
3. Leggere
Solo per dire che ieri al Narita una signora gentilissima instradava le persone nelle scale mobili e un'altra la faceva defluire dalle stesse.

Friday, November 17, 2006

Vedere le file per acquistare la PS3

Insomma, domani si parte per Tokyo.

La funzione dello stato come attivatore del mercato

Se c'è un motivo per cui le strutture produttive azionate dalla ricerca e dalla tecnologia si sono evolute dei paesi anglosassoni in questi ultimi venticinque anni, molto ha a che fare con l'acceptance nel pubblico causata da due serie televisive, fatte entrambe dalla rete statale americana PBS. Una è Cosmos, fantastica spiegazione dell'universo, della scienza e della tecnologia fatta da Carl Sagan; l'altra è Free to Choose, semplicissima introduzione al funzionamento del mercato, fatta da Milton Friedman. Entrambe le serie ebbero un successo enorme e furono seguite da milioni di telespettatori. E furono delle trasmissioni che attivarono molti molti neuroni trasversali.
Mi permetto, nella celebrazione della scomparsa di Friedman, di prenderne l'estratto maggiormente pieno di significato, l'esempio della matita.

Thursday, November 16, 2006

Hillary à la parigina

Qui si fa il tifo per le donne al potere, in politica come nel lavoro. E per gli uomini a casa che si cullano i bambini.

Tuesday, November 14, 2006

Iella

A casa mia fare gli auguri con tre giorni di anticipo porta sfiga.

Thursday, November 09, 2006

Il giornalista quadratico medio

Scrive che:
nel 2004 si contano oltre 128 mila separazioni e divorzi (rispettivamente 83.179 e 45.097), pari a 352 sentenze al giorno: come dire che ogni quattro minuti, in Italia, si spegne un sogno d'amore sancito con le nozze.
352 sentenze al giorno fanno una ogni quattro minuti se si considerano 24 ore. In realtà considerando 8 ore lavorative, c'è una sentenza ogni minuto e poco più.
PS: siccome la stessa stupidata si trova su altre news, penso che sia stata l'agenzia che ha lanciato la notizia.

Wednesday, November 08, 2006

Sunday, November 05, 2006

Bell'articolo

Un interessante articolo di Sofri Jr. su Internet, datato Giugno 2000 ed intitolato Internet è un bluff?
Interessante perchè mostra la capacità di analisi economic-tecnologica quadratica media del giornalista italiano; a sostegno della tesi che Internet fosse un bluff, il giornalista portava sette argomenti (scusate se abbrevio, ma l'articolo è lungo):
Con internet non si guadagna
Più gli investimenti sono grandi, più forte è il passivo
Al momento attuale nessuno sa indicare in internet fonti di guadagno diverse dai banner pubblicitari (briciole) e dall'e-commerce
Tutte le grosse iniziative imprenditoriali in rete si motivano solo con la crescita del valore delle azioni in borsa
Sostenere le loro attività extrainternet, nessuno dei grossi portali sbarca su internet con un prodotto degno di questo nome
Chi è dentro a questi business fino al collo dice tre cose. Che due mesi fa pensava cose del tutto diverse da quelle che pensa ora. Che non fa nessun tipo di previsione oltre i prossimi sei mesi al massimo. Che odia internet, se è sincero.

Si era dimenticato il funzionamento darwinista del mercato e il fatto che se c'era una possibilità di guadagno, sarebbe venuta fuori. Ed è venuta fuori. Con buona grazia dei tanti e tanti giornalisti semi-specializzati che sono costretti a scrivere l'articolo.

Friday, November 03, 2006

Pieter Willem Botha (1916-2006)

Nei giorni scorsi sono successi due eventi che, dal mio modesto punto di vista, hanno messo in luce in maniera diretta la differenza tra sinistra e destra, progressisti e conservatori, comunisti e fascisti. Si parla qui di come le persone si relazionano con i loro errori passati, con la valutazioni sbagliate e con le realpolitik della minchia.

Ungheria, 1956, carri armati. Un ideale di sinistra che si scontra con l'armata rossa. E, soprattutto, gran parte del movimento comunista mondiale che sta dalla parte dei carri armati. Errore? Cazzata madornale? Non so, mi mancano le parole, ma se c'è qualcosa di più, ditelo voi. Però. C'è un però. Riconoscere l'errore. Che è stato enorme. Che è costato vite umane e che non le ridarà. Che è costato lacerazioni enormi, che non si sono ancora del tutto ricucite. Ma dire apertamente che è stata una boiata pazzesca, e metterlo nella bacheca a sempiterna memoria.

Sud-Africa, anni '80. Si governa alla grande. Bel business. Sporchi negri tenuti separati. Polizia a go-go. E, dall'altra parte dell'oceano un presidente attore che non ne vuol sapere di sanzioni; che non reagisce ad uno dei discorsi più toccanti che si sono sentiti a Capitol Hill, quello del reverendo Tutu; che rinfaccia all'America delle libertà di considerare expendable i negri ammazzati dalla polizia. Niente sanzioni, niente guerra, niente attacchi politici. Solo un approccio di "constructive engagement" da parte dell'amministrazione Reagan. Condita da simpatici contatti umani, come il libro con dedica del presidente della CIA al boia Botha, primo ministro sudafricano dell'Apartheid. Quant'è costata quella politica? Solo negli ultimi anni 3000 morti, e 20000 persone imprigionate, tra cui 6000 bambini.

Che c'entra con l'Ungheria e con Bertinotti che si commuove ricordando i fatti del 1956? C'entra che Botha, il personaggino di cui sopra, è morto la scorsa settimana. Avete sentito parole toccanti di autocritica da parte della destra, statunitense e mondiale, che lo ha appoggiato negli anni d'oro? No. Non le avete sentite. Chiedetevi perchè additano sempre alla sinistra di sbagliarsi e di riconoscere gli sbagli dopo decenni. La risposta è semplice: perchè dalle loro parti l'autocritica, il riflettere sugli errori, il ripensare le cazzate fatte nel passato, non esiste.
Loro si ricordano solo degli errori degli altri.

Thursday, November 02, 2006

Wednesday, November 01, 2006

Cuore

A navigare certe volte si fanno scoperte bellissime. Tipo questa collezione di Cuore scannerizzata, dalla quale mi permetto di prendere il più bello dei titoli.